Höhe 110m o Dosso Giulio

Rilievo con Gps delle trincee e caverne di dosso Giulio

Lassù potrebbe ancora esserci qualcosa! Ed in effetti è così. Inizia così la nostra avventura che è durata alcune domeniche di agosto 2012. Il tempo è tiranno: ci vuole tempo per salire, vedere, capire, fotografare, percorrere e sopratutto rilevare il terreno con il GPS e due bussole. Diciamo che i nostri “quattro passi” sono durati almeno quattro ore per volta: pochi i chilometri percorsi, una pessima media per due escursionisti. In verità non si può non fermarsi spesso le cose da vedere sono troppe! Protetti così da un cielo azzurro e sereno e coperti da un caldo torrido, abbiamo percorso con i nostri zaini affardellati questo terreno carsico e desolato. Da quassù la vista è un premio alle fatiche: è assolutamente fantastica. Il Lisert, il Golfo, Monfalcone, Grado, Lignano: sono tutti davanti a noi, vicinissimi e lontani. Dosso Giulio è un piccolo rilievo che la carta regionale topografica del Friuli Venezia Giulia indica con 112 metri dal livello del mare. La sua cima è raggiungibile solo fuori sentiero, con qualche piccola difficoltà. Chi decide di raggiungere questi luoghi, sappia che è d’obbligo l’equipaggiamento con scarponcini da montagna, calzettoni alti, spry antizecche (purtroppo) e acqua per l’escursione estiva.  Inoltre, seppur non ne abbiamo vista una, se non su altre quote, consigliamo  vivamente di prestare molta attenzione all’eventuale presenza di vipere, in particolare nei tratti esposti delle pietraie o anche nelle trincee. Si parte così da Medeazza , dal sentiero n° 3, detto “Alta via del carso”, per raggiungere il bivio con il sentiero n°16, proveniente da San Giovanni di Duino. Entrambi i sentieri sono ben segnalati. Da questo punto, inviolato davanti a noi si erge il Dosso Giulio. Il colle è circondato da un bosco fitto e scuro e sembra un cappuccino con la sua capocchia rasata: quella sopra è la sua vasta pietraia che sarà l’obiettivo dell’ escursione. Dal bivio, si prosegue ancora per qualche centinaio di metri sul sentiero, fino a vedere un pilone dell’alta tensione che infilza sul fianco il dosso, sarà il simbolo della via da seguire. Bisogna allora uscire dal sentiero, puntare al pilone ed inoltrarsi in una fitta vegetazione in leggera salita, si sbuca così nella vasta pietraia desolata. Quando si esce dall’intrico di quercieti e sommaco, prestando sempre attenzione a dove si poggiano i piedi, sembra di essere sul carso di un secolo fa. La posizione è formidabile e percorrendo questi luoghi qualcuno oggi riflettendo direbbe: “Qui veramente il tempo si è fermato”.

Trincea e posizione blindata n°2

Trincea e posizione blindata n°2

Dosso Giulio riporta ancor oggi evidenti i segni di una guerra lontana, la prima, la più grande,  epica, la più terribile, quella raccontata dai nonni, quella che si studiava a scuola nei sussidiari: la Grande Guerra del 1915-1918.  Höhe 110m, questo era il suo nome: era la posizione  indicata sulle carte militari austroungariche, Dosso Giulio, era invece quella nota ai comandi italiani. Entrambe indicano un piccolo punto su una mappa, un punto notevole: un ridotto rinforzato con trincee blindate. Le ritroviamo riportate su vari libri, unici per noi per capire gli andamenti del fronte dell’Isonzo, per ritrovarli sul posto e riflettere. Il Dosso Giulio era inizialmente un posto di osservazione Austriaco di terza linea che, con il corso della guerra, divenne di seconda, poi di prima , poi ancora conquistata dagli Italiani nel 1917, due volte persa e riconquistata di nuovo dagli Austriaci, nella 10° e 11° battaglia dell’isonzo, nelle fasi convulse di riduzione del fronte dell’Hermada. Dopo Caporetto venne abbandonato per essere sucessivamente preda dei cercatori di metalli fino agli anni ’40. Le posizioni militari esatte sono indicate nella cartina di cui sopra : come si può osservare la cima è oggi circondata da una trincea, in scavo in roccia o in terreno carsico, con andamento perimetrale aperto, profonda in media dal metro al metro e mezzo, con un classico andamento locale a greca o serpeggiante. La trincea, segnata in parte anche dalla carta regionale, collega tre posizioni blindate a „L“ in cemento armato, larghe circa un metro  e profonde circa un metro e mezzo. Probabilmente osservatori Austriaci, riutilizzati poi dagli Italiani. Sono ancora li, dopo cento anni, intatti, inviolati.

Schegge di vecchi bombardamenti

Schegge sul terreno di vecchi bombardamenti

Gavetta italiana 1917

Gavetta italiana 1917 sul terreno

Vecchie schegge di artiglieria di grosso calibro  sul terreno

Vecchie schegge di artiglieria di grosso calibro sul terreno

Tracciare la trincea su carta è stata una impresa veramente notevole, dovendo percorrerla in tutti i suoi tratti che non sempre sono facilmente accessibili. E’ proprio qui che con nostro grande stupore, abbiamo trovato un vecchio compagno di un soldato la cui sorte ci è ignota: una gavetta in metallo semiarrugginita. E’ Italiana. Fa un certo effetto tenerla nelle nostre mani e saperne la sua età: questa vecchia “signora” è li da cento anni, è oggi un reperto ruggine che qui viene fotografato nel punto di ritrovamento. Proseguendo nella trincea, si ritorna al punto iniziale: sulla cima. Qui sono presenti n°3 caverne di ricovero militare con accesso discendente a scivolo, parzialmente dirute e con ingresso a paraschegge. Vicino ad una di questa ritroviamo numerosi segni dei pesanti bombardamenti italiani, presumibilmente, da punta sdobba con i cannoni di massimo calibro.

Tutto intorno la cima sono ancora oggi sparse molte schegge arrugginite, immagini che fanno venire i brividi, pietre divelte su una enorme pietraia, ma sopratutto uno spettacolo di natura, silenzio, rotto unicamente dal grido di un singolare falchetto. Vi è un senso di profonda quiete qui, ma nel sottofondo unicamente il leggerissimo rumore della civiltà: è come un richiamo verso casa. E’ allora ora di tornare, ma non prima di dirigerci indietro verso una delle tante osmizze di Medeazza: imperdibili per formaggi, salumi e vino. Buona escursione allora e buon appetito!

Trincea e posizione blindata n°1

Trincea e posizione blindata n°1

Trincea e posizione blindata n°3

Trincea e posizione blindata n°3

Panorama dalla posizione blindata n°1

Panorama dalla posizione blindata n°1