Divje Babe – Diario fotografico dell’escursione

 

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L’ingresso al parco

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La discesa verso la grotta

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L’ingresso alla grotta

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Stanko Flego ci racconta della storia dei luoghi e della grotta

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Siamo all’interno, iniziamo a scoprirne le meraviglie

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Gli archeologi sono ancora al lavoro, il giacimento è ricchissimo di materiale e la maggior parte della grotta è ancora da scavare

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Torniamo alla luce del sole

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Most na Soči – Santa Lucia di Tolmino

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Most na Soči – Iniziamo la visita guidati dall’ archeologo Miha Mlinar

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Miha Mlinar ci descrive il sito protostorico, parte del quale si trova all’interno della scuola locale e attorno a cui è stato realizzato un piccolo, ma efficace, museo.

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Resti di una domus romana

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Reperti esposti al museo di Tolmino

Ljubljana, i suoi tesori e la macchina del tempo

L’ultima escursione dell’anno ci ha visto protagonisti a Ljubljana. La collaborazione con lo Slovensko numizmatično društvo “Janez Vajkard Valvasor”ci ha permesso di visitare la Sezione Archeologica del Museo Nazionale Sloveno con una guida d’eccezione, il dott. Andrej Šemrov, direttore del Gabinetto Numismatico, persona di squisita gentilezza e disponibilità.

Tra i tanti oggetti di grande interesse presenti nel museo vale la pena segnalare per l’eccezionalità il flauto di Divje Babe, lo strumento musicale in osso attribuito ai nostri cugini di vecchia data, i “Neanderthal” e il pettorale in oro del XII – XIII secolo a.C. trovato a Bled.

Nel gabinetto numismatico abbiamo potuto ammirare  i pregiati pezzi celti, greci e romani (repubblicani e primo impero) della collezione del museo.  Forte l’emozione nel poter toccar con mano alcune monete che si possono altrimenti vedere solo nei libri o dietro a robusti vetri blindati.

Il pomeriggio ci siamo arrampicati (con la funicolare) sul castello che domina la capitale Slovena, dove abbiamo attraversato i secoli accompagnati da una gentile quanto paziente e bella guida. Aiutata  da un legionario e una sacerdotessa romani, San Giorgio, Federico III d’Asburgo e sua moglie Eleonora di Portogallo, una giovane ex-ospite delle locali prigioni e il sindaco Ivan Hribar (che nel 1905 comprò il castello dalle autorità statali) ci ha raccontato le mille vicissitudini del colle che sovrasta Ljubjana e della sua possente fortezza.

 

 

I bambini incontrano l’uomo preistorico

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Marco Rodriguez

La divulgazione è uno degli obiettivi cardine della SFA ed ogni occasione è buona per poterla fare, soprattutto quando si tratta di giovanissimi. L’educazione alla cultura in generale e alla storia in particolare, non può che preparare i piccoli virgulti ad essere adulti migliori e consapevoli.

La possibilità che ci è stata data da Marco Rodriguez era di quelle ghiotte.
Marco ci ha voluto coinvolgere in un laboratorio di archeologia sperimentale per bambini che si è svolto nella Microarea di Ponziana (progetto Habitat) in via Lorenzetti, 60 a Trieste.
Dalla Grotta di Fumane, uno dei maggiori siti preistorici d’Europa, oltre che innovativo laboratorio per la ricerca e la divulgazione, è venuto a trovarci nel capoluogo il dott. Niccolò “Orso” Camilloni. Con un equilibrato mix di teoria e pratica ha coinvolto la ventina di bambini e ragazzi presenti e tenuto alta la loro attenzione per le quattro ore del laboratorio. Bisogna anche dire che per “tener botta” così a lungo con un tale stuolo di giovani, oltre ad essere preparati dal punto di vista didattico, bisogna anche avere una invidiabile resistenza fisica e dobbiamo dar merito al dott. Camilloni di esser dotato di entrambe queste qualità.

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Il dott. Niccolò “Orso” Camilloni con un sorridente, vecchio cugino tra le mani

Il laboratorio è iniziato con una parte teorica durante la quale sono state spiegate le differenze tra l’uomo di Neanderthal e l’Homo Sapiens che nell’area della grotta di Fumane sembra abbiano convissuto per un certo periodo. I bambini hanno potuto toccar con mano e vedere le differenze sia fisiche che comportamentali che distinguevano le due specie grazie alle riproduzioni dei crani e degli attrezzi dell’epoca.

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Dopo tanta teoria, i giovani si sono potuti immedesimare nella vita dell’uomo preistorico. Si sono cimentati nella caccia, complice un paziente capriolo (finto), nell’accensione del fuoco e nella lavorazione della selce per la preparazione degli attrezzi con le stesse tecniche che gli archeologi pensano siano state utilizzate all’epoca.

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Un giovane cacciatore alle prese con un paziente capriolo

La giornata è stata intensa e proficua. Un meritato plauso va a Marco per aver organizzato l’evento, a “Orso” per la bravura e pazienza e a tutte le persone della Microarea per il totale supporto che hanno fornito.
Per i giovanissini non è finita qui: dopo aver accolto l’uomo preistorico in casa propria, contraccambieranno la visita andandolo a trovare nella Grotta Nera, in quel di Basovizza.