Assemblea Ordinaria 2017

Si è tenuta, lo scorso 20 gennaio, l’Assemblea Ordinaria della sezione, durante la quale, dopo le relazioni del coordinatore Alessandro De Antoni e del segretario Stefano Ricatti si sono svolte le elezioni del Gruppo di Coordinamento per il biennio 2017-2018.

Sono stati eletti Alessandro De Antoni, Stefano Ricatti e Massimo Sgambati, votati all’unanimità dai 15 soci presenti.

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Brevi tra una nevicata e l’altra

Email della Sezione Giuliana

Al momento l’indirizzo sfagiuliana@archeofriuli.it non risulta funzionante.

Si prega pertanto di utilizzare la seguente email segreteria@sfa-giuliana.it

Cena Sociale

Si ricorda che il giorno 20 gennaio 2017  alle ore 20.00 prima dell’Assemblea Ordinaria ci sarà la cena sociale, che si svolgerà presso “La Taverna del Buzzicone” in via Capodistria n.3.

Ecco il menù della serata:

  • Primi: amatriciana e gnocchi alla romana
  • Secondi: salti in bocca di manzo o pollo o vitella; in alternativa pollo con aromi olive, capperi e alloro con patate
  • Contorni: cipolla saltata, in padella o patate saltate in padella e insalata mista
  • Dolci: crostata o pastiera della casa
  • Bevande : a scelta tra 1/4 l vino,  bibita 33 cc, acqua minerale
  • Caffé

Il costo è di € 18,00 a persona.

Prenotazione obbligatoria entro mercoledì 18 gennaio scrivendo a:

segreteria@sfa-giuliana.it o con un sms/whattsap al 3482561238

Gazzettino Giuliano – Dicembre 2016

ASSEMBLEA ORDINARIA SEZIONE GIULIANA

Il giorno 20 gennaio 2017 alle ore 21.00 presso “La Taverna del Buzzicone” in via Capodistria n.3 si terrà l’Assemblea ordinaria della sezione con il seguente ordine del giorno:

  1. Relazione del Coordinatore
  2. Rendiconto contabile consuntivo 2016
  3. Proposte attività 2017
  4. Elezione del Gruppo di Coordinamento 2017-2019
  5. Tesseramento soci
  6. Varie ed eventuali

Maggiori informazioni qui

CENA SOCIALE

Il giorno 20 gennaio 2017 l’assemblea sarà preceduta alle ore 20.00 dalla cena sociale, che si svolgerà sempre presso “La Taverna del Buzzicone”. Maggiori informazioni sui costi e sulle modalità di prenotazione  qui

EVENTI “IN FASCE”

FEBBRAIO

Conferenza sul sito archeologico di Divje-Babe

Conferenza sulla figura di Pietro Kandler

MARZO

Presentazione delle ultime ricerche sui siti archeologici militari di epoca romana repubblicana nell’area del Carso italiano e sloveno

Potenza del Simbolo & Simbolo della Potenza – “Armi rituali dell’antico Egitto” – Conferenza del dott. Andrea Vitussi

www.andreavitussi.com

APRILE

Domenica 23

Visita al Parco Archeologico di Divje-Babe

http://www.divje-babe.si/en/#

MAGGIO

Anche quest’anno saremo presenti a èStoria con attività ancora in fase di definizione.

Vi segnaliamo l’iniziativa “Amici di èStoria” mediante la quale si può con una modesta cifra contribuire alla buona riuscita dell’evento e godere di notevoli vantaggi. Tutti i particolari li trovate qui

Gazzettino Giuliano – Agosto 2016

LAPIDARIO TERGESTINO E ORTO LAPIDARIO

Sabato 27 agosto visita al Lapidario Tergestino e all’Orto Lapidario guidati dalla dott.ssa Fulvia Mainardis

Il ritrovo è fissato alle ore 10.00 in piazza della Cattedrale.

Il costo del biglietto per l’accesso ai musei ammonta a € 2,00.

Tutte le informazioni potete trovarle qui.

DA AJDOVŠČINA A AD PIRUM

Domenica 18 settembre torneremo sui luoghi che videro scontrarsi gli eserciti di Eugenio e Teodosio nel 394 d.C accompagnati da Andrej Štekar e Roberto Guerra.

Tutte le informazioni potete trovarle qui.

EVENTI “IN FASCE”

OTTOBRE

GIOCANDO CON GLI ANTICHI ROMANI

Un pomeriggio insieme per divertirsi con gli stessi giochi usati dagli antichi romani… assieme a loro

SECONDA META’ DI OTTOBRE

VISITA AL GABINETTO NUMISMATICO DEL MUSEO DI LjUBLJANA

Aderendo con piacere all’iniziativa degli amici del Slovensko numizmatično društvo “Janez Vajkard Valvasor”, stiamo programmando per l’autunno una visita al Gabinetto Numismatico del Museo Nazionale Sloveno di Lubiana.

L’ALTARE DI RATCHIS

Stiamo organizzando la presentazione del volume “Arte longobarda in Friuli: l’ara di Ratchis a Cividale  – la ricerca e la riscoperta delle policromie” alla presenza della ricercatrice, la dott.ssa Chinellato

 

 

 

Il tempietto longobardo di Cividale

Tra i vari gioiellini che il sito UNESCO di Cividale del Friuli possiede, il tempietto longobardo è uno dei più preziosi.

Esiste ampia letteratura che lo descrive e molte informazioni si trovano anche in rete, come al sito ufficiale o su wikipedia, giusto per citarne un paio.

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Qui ricordo solo che si tratta di una “cappella palatina” ovvero una cappella privata che si suppone si debba ad Astolfo, prima duca del Friuli e successivamente Re dei Longobardi e quindi risalente alla metà del 700. Vale la pena sottolineare che è anche una delle meglio conservate testimonianze dell’architettura longobarda.tempietto 3

La cappella è piccolina, ma a dir poco affascinante. Normalmente vi si accede da un ingresso laterale posto sul lato meridionale dell’aula. E da qui è possibile ammirare l’opera in tutta la sua composta, intima bellezza.

Ma dal 12 gennaio di quest’anno, l’accesso dal basso è precluso per dei lavori di restauro, e i gestori del sito, per non impedirne le visite, hanno deciso di farlo vedere da una prospettiva totalmente inedita, ovvero attraverso le aperture del primo piano del monastero di Santa Maria in Valle all’interno del quale il tempietto è inglobato.

tempietto 2L’idea è stata a dir poco brillante perché, sebbene non sia possibile avere la visione completa di tutta la struttura, attraverso le aperture ci si affaccia direttamente sugli stupendi stucchi di decorazione e si può dialogare a tu per tu con le statue dei Santi di manifattura bizantina: una vista che lascia senza fiato e di cui voglio darvi testimonianza con le immagini che corredano questo racconto.

Non so per quanto tempo ancora sarà possibile visitare il tempietto da questo spettacolare punto di vista, io non posso che consigliare chi legge ad affrettarsi a visitarlo: un investimento di quattro euro che ripaga ampiamente.

Kosakenland in Nord Italien – I Cosacchi in Carnia

éStoria Bus

Per chi, come me, ha la passione per la storia e la fortuna di vivere in Friuli Venezia-Giulia, maggio è un mese speciale. Prima di tutto perché è il mese del mio compleanno e per gli anni che porto prima di andare a tagliarmi i capelli devo chiedere il permesso alla Soprintendenza per i Beni Archeologici. Poi perché si tiene èStoria, una quattro giorni di orgiastica full-immersion in tutto ciò che è il passato.
Si svolge ogni anno a Gorizia, nella seconda metà del mese. Dal giovedì alla domenica uno dei giardini più belli della città viene chiuso per dar vita alla cittadella della storia. Da mattina a tarda sera è un continuo susseguirsi di dibattiti, seminari, incontri con i nomi più prestigiosi del panorama mondiale.

Fabio Verardo

E non declino al plurale a caso: ci sono due tendoni due che ospitano in contemporanea tutto questo ben di dio. Onestamente per me è come entrare nel Paese dei Balocchi e vado in confusione: troppe le meraviglie da vedere, troppe le cose da ascoltare, troppe le nuove conoscenze da assimilare. E spesso bisogna fare anche dolorose scelte, perché non ho ancora il dono dell’ubiquità. Che poi dono non sarebbe: provate ad immaginare come diventerebbe la vostra vita lavorativa… un incubo…
Comunque, per tornare subito nel Paese dei Balocchi, tra le tante iniziative che vi si svolgono c’è l’èStoria Bus.
Ogni giorno un bel corrierone argento parte da Gorizia per dirigersi nei luoghi stessi della storia.
E quel che segue è il breve racconto di una di queste avventure.
Il punto di ritrovo è alla fermata del bus davanti al “12” di Corso Verdi. La partenza è prevista per le nove e mezza, ma da dato che l’arrivare puntuale mi mette angoscia, alle nove sono già sul posto. Comunque non sono il primo. Ad accogliere i gitanti che arrivano pian pianino alla spicciolata ci sono tre membri dell’organizzazione tra cui Stefano, che ci seguirà e farà da pastore del gregge e una deliziosa signorina che purtroppo invece ci abbandonerà prima della partenza. Peccato.
Il buon lavoro di Stefano e la puntualità dei partecipanti fa si che si possa partire con solo una decina di minuti di ritardo, praticamente un miracolo in iniziative come queste.

Alberto Vidon

Ad intrattenerci raccontando delle vicende e dei luoghi che andremo a visitare ci sono il dott. Fabio Verardo e il prof. Alberto Vidon. Devo dire che la scelta è stata azzeccatissima. Tutti e due si sono dimostrati non solo preparatissimi ma anche simpatici e ottimi oratori.
Durante il viaggio verso la prima tappa, Tolmezzo, ci illustrano i contorni della storia. Chi sono i cosacchi (e i caucasici), da dove arrivano e le vicende che li hanno portati in Carnia. Ne faccio un brevissimo riassunto.
Legati ai Romanov, durante la guerra civile russa si schierarono contro i bolscevichi. Come sappiamo non azzeccarono il carrozzone giusto e vennero sconfitti. Stalin, che nonostante certa propaganda dell’epoca non era proprio un tenerone, fece pagare pesantemente la loro scelta di campo. Quindi quando l’invasione tedesca della Russia durante il secondo conflitto mondiale raggiunse le loro terre, si misero al servizio delle armate di Hitler. Dopo alcuni tentennamenti e perplessità furono utilizzati in funzione antipartigiana. Nel ’43 le loro terre furono riconquistate dall’Armata Rossa e la gran parte della popolazione civile fu costretta a lasciarle per spostarsi prima in Ucraina, poi in Polonia ed infine in Carnia.
Qui iniziarono ad arrivare nel luglio del 1944 e vi rimasero fino al maggio 1945 quando si spostarono per l’ultima volta in Austria, prima di essere riconsegnati a Stalin.
E Tolmezzo era in centro militare nuova terra dei Cosacchi. Piazza Matteotti era il punto nevralgico del tutto. L’Albergo Roma che quarant’anni più tardi sarà il regno di uno dei più famosi cuochi italiani, Cossetti, allora era la sede delle SS nonché principale luogo di riunione di tutti gli organi di occupazione.

L’Albergo Roma a Tolmezzo

A Villa di Verzegnis, invece, nel febbraio del ’45 si insedierà l’Atamano Krasnov. Eroe della guerra russo-giapponese del 1905 e del primo conflitto mondiale era il capo indiscusso di tutti i Cosacchi. Per quattro mesi la sua casa e centro di comando sarà l’attuale locanda Stella d’Oro.

La Stella d’Oro

L’Albergo Donada

Villa Santina ospiterà la Scuola Cadetti e il suo comandante, il generale Salamakhin. Questi si insedierà in una casa che si trova vicino all’ex stazione ferroviaria, dove si trova anche l’attuale albergo Donada, che allora fu adibito a mensa militare.

L’ultima tappa del viaggio ci porta ad Alesso. Durante il tragico ottobre del ’44 l’intera comunità locale fu costretta ad evacuare l’abitato e al suo posto si insediò parte consistente della popolazione civile cosacca. Il paese divenne il cuore della comunità e ribattezzato Novocerkassk.
Di quel periodo non è rimasto praticamente nulla, colpa anche del terremoto che nel 1976 rase al suolo gran parte degli edifici. Ma nella chiesa, dedicata si conservano ancora un’icona della Madonna e quattro pale con Gesù, Maria e gli Arcangeli Michele e Gabriele ricordi tangibili di quando l’edificio sacro fu utilizzato dal Pope cosacco per i riti ortodossi.

L’allegra compagnia nella Chiesa di Alesso. Sullo sfondo le pale lasciate dai cosacchi

E con la visita a quest’ultima località si conclude la nostra escursione con èStoria Bus.
Il viaggio di ritorno è anch’esso piacevole, con Verardo e Vidon che continuano ad intrattenerci con aneddoti raccolti dalla memorialistica e letture di brani tratti da “L’Armata dei Fiumi Perduti” di Carlo Sgorlon in un rientro a Gorizia che acquista un sapore nostalgico, quasi che avessimo partecipato noi stessi agli eventi di quei giorni.